Le Origini delle arti marziali

Il karate tradizionalmente tracciò la sua origine dal monaco buddista indiano di nome Damura Daishi ( Bodhidharma "Tamo in cinese"), il fondatore del Buddismo Zen. Ci sono pochi argomenti storici che generano così tanti dibattiti e confusione come la natura della realtà Shaolin. In effetti la maggioranza di questi Templi è andata distrutta, poi sono stati ricostruiti; è quindi molto difficile stabilire con prove storiche la tradizione orale cinese. Ad ogni modo oggi si data l’ordine Shaolin circa 540 ac.

Bodhidharma, all’origine di questa nuova corrente di pensiero, inventò serie di movimenti basati sui movimenti naturali degli animali.

 

Okinawa e le Origini delle arti da combattimento

Fin dai tempi antichi i popoli che abitavano l’isola di Okinawa erano essenzialmente agricoltori e pescatori. Esistono delle teorie per le quali è ragionevole pensare che quest’isola nel corso dei secoli sia stata attraversata da flussi migratori, diretti verso il Giappone, l’ultima in tempi pressoche recenti. E’ quindi possibile che diverse etnie siano comuni ai giapponesi dell’isola principale e gli abitanti di Okinawa. Tra i sec III a.c ed il III d.c. Il Giappone evolve, sotto l’influenza della Cina, entrando nella così detta età del ferro.
Questo è un periodo decisamente importante per il Giappone il quale assorbe completamente la cultura cinese, fondando uno stato proprio sul modello della Cina. Okinawa, resta fuori da questa evoluzione, mentre il Giappone si lega fortemente alla Cina, quest’isola rimane isolata, mantenendo contatti veramente minimi. Questo isolamento va avanti sino al sec. IX, quanto la società ad Okinawa comincia lentamente a prendere un nuovo volto. Si affermano in certe regioni alcune forze locali, capi tribù chiamati Aji, questa evoluzione coincide con l’utilizzo di utensili in ferro introdotti dal Giappone. Questo nuovo modo di operare fa si che questi Aji riescano ad aumentare la produttività e ad incrementare la loro forza in seno ad una società che stava prendendo forma. Questo portò inoltre un nuovo impulso allo sviluppo culturale a cui fece seguito il Buddismo.

Durante il secolo XIV si aprì un nuovo corso nella storia di Okinawa quando alcuni capi, ciascuno per conto proprio, entrarono in contatto con la Cina, stabilendo rapporti con la dinastia cinese Ming. Fu il re Satto per primo a volere una relazione di vassallaggio con la cina. Possiamo sicuramente affermare che in questo momento cominciarono a trasmettersi i primi elementi delle arti marziali dalla Cina a Okinawa.
Dai documenti storici in possesso risulta che il karate non si sarebbe evoluto sino alla forma attuale senza il contributo e i contatti con l’arte cinese. Sostanzialmente l’arte da combattimento cinese si è sviluppata in Okinawa attraverso tre vie fondamentali.
Viaggiatori giunti ad Okinawa, provenienti dalla Cina. Tra gli anni 1371 ed il 1866, una delegazione dell’imperatore cinese si è recata a Ryukyu, allo scopo di nominare il re dell’isola. Non esistono documentazioni sul fatto che i componenti di queste delegazioni abbiano avuto contatti con le popolazioni del luogo, tuttavia è ragionevole pensare che queste delegazioni costituite sia da civili che militari, siano uscite dal villaggio di Kume, dove fra l’altro dovevano soggiornare per parecchi mesi. Inoltre dal XVIII secolo i contatti con la Cina divennero ancora più frequenti mediante la delegazione che doveva portare i tributi dell’isola.

Cinesi residenti nell’isola. Era una piccola comunità costituita da un certo numero di famiglie di cinesi che dal 1392, su richiesta diretta del re di Ryukyu si insediarono nel villaggio di Kume. Questa comunità era destinata ad accogliere la delegazione imperiale ogni qual volta quest’ultima si fosse dovuta recare nell’isola. Sebbene dovesse rimanere isolata dal resto della popolazione dell’isola, è probabile che alcune famiglie di nobili di Okinawa abbiano avuto contatti con tale comunità, che in ogni caso manteneva contatti regolari con l’impero cinese.

Viaggiatori recatisi in Cina. A partire dal XVII secolo diversi abitanti di Okinawa si recarono in Cina per intrattenere rapporti di tipo commerciale con la Cina. Rimanevano in Cina anche diversi anni ed è possibile, anzi probabile che abbiano avuto il modo di imparare l’arte del combattimento a mano nuda cinese. Dato il poco tempo saranno stati in grado di imparare solo poche cose e magari in modo frammentario. In ogni caso una volta tornati a d Okinawa avranno rielaborato e riadattato alle loro esigenze le sequenze e le tecniche apprese in Cina così in poco tempo.

 

La scuola Shotokan

Senza dubbio il padre del Karate moderno è Gichin Funakoshi (1868 1957). Egli studiò quest'arte sotto la direzione del maestro Yasutsune Azato, uno, se non il più grande maestri di karate, allievo a sua volta assieme a Sokon Matsumura, di un altro grande maestro che era Yasutsune Itosu. Quando Funakoshi giunse a Tokyo verso la fine del 1921, il karate era praticamente sconosciuto fuori dalla prefettura di Okinawa. Lo scopo del viaggio era una dimostrazione di antiche arti marziali giapponesi, sotto invito del ministro dell’educazione, presso la scuola Normale Superiore Femminile, situata ad Ochanomizu - Tokyo. Dato che le persone, a cui il karate doveva essere presentato, ne sapevano poco o niente, Funakoshi pensò che ci fosse bisogno di qualcosa che fosse di effetto. Il Karate a quel tempo era considerato una tecnica di combattimento, ma allo stesso tempo era ritenuto un qualche cosa di segreto e misterioso. Ciò che Funakoshi fece fu quello di fotografare varie posizioni , kata, movimenti di mani e di piedi, ordinando le foto su tre lunghi rotoli. La dimostrazione fu un tale successo che egli, avendo programmato di tornare nella nativa isola subito dopo tale manifestazione, posticipò il rientro su richiesta di Jigoro Kano, fondatore del Judo Kodokan, il quale lo pregò di tenere una conferenza presso, il Kodokan stesso, riguardante il "Karate Do". Funakoshi scelse come partner Shikin Gima che era un karateka di prim’ordine, allora studente alla Tokyo Shoka Daigaku. In un primo momento si pensava che solo un ristretto gruppo di persone avrebbe partecipato alla sua esecuzione, così grande fu lo stupore quando videro che, al contrario, era accorso oltre un centinaio di spettatori. Lo stesso Jigoro Kano gli chiese di insegnargli qualcuno dei kata basilari ed egli sentendosi molto onorato di questa sua richiesta e accettò.